Bernays e la propaganda – Il passaggio all’istruzione e al commercio
Larry Romanoff, February 21, 2021
Tradotto da Elvia Politi per
Saker Italia
Il
successo di Lippan e Bernays non è passato inosservato in molto ambiti della
società americana. Le università in particolare hanno capito il potenziale di
queste nuove tecniche di propaganda per formare, manipolare e controllare la
percezione e il comportamento sociale. Negli Stati Uniti le scuole e le
università non sono mai state viste come strutture educative, ma come strumenti
di un sistema pubblico di disciplina, un metodo di controllo sociale e anche
uno strumento per inculcare comportamenti e convinzioni più utili ad
industriali e banchieri. E’ cominciato prima del periodo di Lippman e Bernays,
con i grandi “baroni ladri”, quelle famiglie criminalmente ricche come
Rockefeller, Carnegie, Mellon, Astor, DuPont, Guggenheim, Morgan, Vanderbilt.
Andrew Carnegie per primo ha promosso l’idea che i ricchissimi della nazione
dovessero fondare le università per riformulare l’educazione al servizio dei
loro bisogni. Molti industriali americani si sono uniti a questa crociata, che
ha portato alla nascita delle università di Stanford, Cornell, Carnegie-Mellon,
dell’Università di Chicago e di molte altre. Il loro impegno è stato ampiamente
pubblicizzato come una sorta di benevolenza caritatevole alla nazione: il loro
scopo però non era educare bensì indottrinare, utilizzando il sistema educativo
per creare cittadini obbedienti alla loro ideologia capitalista, e mantenere il
loro potere finanziario.
Loro
intendevano queste istituzioni come luoghi in cui predicare le comuni mitologie
religiose su patriottismo e democrazia, ma anche i valori del lavoro minorile e
dei bassi salari, la maledizione dei sindacati dei lavoratori e l’opposizione
al salario minimo, come uno schema per mantenere la loro disparità di reddito,
di fatto per inculcare alle persone una mentalità utile ad evitare ogni
cessione di ricchezza alle masse. Queste élite industriali e finanziarie hanno
avuto un ruolo consistente nella trasformazione del sistema educativo americano
(attraverso, primo, il loro controllo finanziario e, secondo, il loro potere di
definire e controllare le ideologie che sarebbero emerse dai curricula),
ponendo le basi del metodo dell’istruzione americana di oggi, in particolare
delle business school americane. Forse la considerazione più importante
sull’istruzione americana (che è così poco apprezzata) è che l’élite americana
non voleva (e ancora non vuole) migliorare il livello educativo della nazione,
perché sia il sistema multi-partitico che il marchio americano del capitalismo
hanno bisogno dell’ignoranza per sopravvivere, dato che per il loro successo
entrambi fanno forte affidamento su una popolazione indifferente, disinformata
e ignorante. (1)

