Saturday, September 12, 2020

IT -- LARRY ROMANOFF -- La campagna dell'odio contro la Cina -- August 06, 2020


 

 Pompeo in Israel on a mission to counter China - Asia Times

La campagna dell'odio contro la Cina

Larry Romanoff – 6 agosto 2020                                         

Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli e Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte.org

Redazione CDC 30 Agosto 2020 , 8:06 Mass MediaNotizie dal Mondo 16 Commenti 10,510 Viste

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Le origini della manipolazione di massa dell’opinione pubblica

Molti anni fa, il commentatore politico ebreo-americano Walter Lippmann si rese conto che era possibile costruire completamente l’ideologia politica, usando i media per controllare sia la presentazione che la concettualizzazione, non solo per creare false credenze profondamente radicate in una popolazione, ma anche per cancellare completamente le idee politiche indesiderate dall’opinione pubblica. Questo fu l’inizio non solo dell’isteria americana per la libertà, la democrazia e il patriottismo, ma di tutte le opinioni politiche costruite, un processo che è stato messo in atto da allora. Lippmann ha creato queste teorie di persuasione di massa del pubblico, usando “fatti” totalmente inventati, profondamente insinuati nella mente di un pubblico credulone; ma in questa storia c’è molto di più. Un ebreo austriaco di nome Edward Louis Bernays (nella foto),

nipote di Sigmund Freud, fu uno degli studenti più precoci di Lippmann e fu lui a metterne in pratica le teorie. Bernays è ampiamente conosciuto in America come il padre delle Pubbliche Relazioni, ma potrebbe essere descritto molto più correttamente come il padre del marketing di guerra americano e della manipolazione di massa dell’opinione pubblica.

Bernays sosteneva: “Se comprendiamo il meccanismo e le motivazioni della mente collettiva” sarà possibile “controllare e irreggimentare le masse come vogliamo senza che se ne rendano conto“. Egli chiamava questa tecnica scientifica di manipolazione dell’opinione “ingegneria del consenso“, e per realizzarla fondeva le teorie della psicologia delle masse con le idee psicoanalitiche di suo zio Sigmund Freud [10][11]]. Bernays considerava la società irrazionale e pericolosa, con un “istinto di gregge”, e che se il sistema elettorale multipartitico (che le prove indicano essere stato creato da un gruppo di élite europee come meccanismo di controllo della popolazione) doveva sopravvivere e continuare a servire quelle élite, era necessaria una massiccia manipolazione dell’opinione pubblica. Queste élite di “persone invisibili” avrebbero, attraverso la loro influenza esercitata sui governi e il controllo dei media, il potere di influenzare il pensiero, i valori e le reazioni dei cittadini. La sua convinzione era che questo gruppo avrebbe dovuto inondare il popolo di disinformazione e propaganda carica di emozioni per “ingegnerizzare” l’acquiescenza delle masse e quindi governarle. Secondo Bernays, questo prodotto del consenso delle masse, creando una conformità di opinione plasmata dallo strumento della falsa propaganda, sarebbe stato vitale per la sopravvivenza della “democrazia”. Bernays ha scritto:


“La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini e delle opinioni organizzate delle masse è un elemento importante nella società democratica. Coloro che manipolano questo invisibile meccanismo della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro Paese. Le persone vengono governate, le loro menti plasmate, i loro gusti formati, le loro idee suggerite, in gran parte da uomini di cui non hanno mai sentito parlare. Questo è il risultato logico del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un gran numero di esseri umani deve cooperare in questo modo. In quasi ogni atto della nostra vita quotidiana siamo dominati dal numero relativamente piccolo di persone che comprendono i processi mentali e i modelli sociali delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano l’opinione pubblica”. [12]

Nella sua opera principale intitolata “Propaganda” [13]scritta nel 1928, Bernays sosteneva che la manipolazione dell’opinione pubblica era una parte necessaria della democrazia perché gli individui erano intrinsecamente pericolosi (per il controllo e il depredamento da parte delle élite) ma potevano essere sfruttati e incanalati da queste stesse élite a proprio vantaggio economico. Egli credeva chiaramente che il controllo virtualmente totale di una popolazione fosse possibile, e forse facile da realizzare. Scrisse inoltre che:

“Nessun sociologo serio crede più che la voce del popolo esprima una qualsiasi… idea saggia. La voce del popolo esprime la mente del popolo, e quella mente viene plasmata da… quelle persone che capiscono la manipolazione dell’opinione pubblica. Essa è composta da pregiudizi e simboli ereditati e da cliché e formule verbali fornite loro dai leader. Fortunatamente, il… politico è in grado, con lo strumento della propaganda, di plasmare e formare la volontà del popolo. Così vasto è il numero di menti che è possibile irregimentare, e così tenaci sono quando vengono irreggimentate, che [producono] una tale pressione di fronte alla quale i legislatori, i redattori e gli insegnanti sono impotenti”.

E non erano solo le masse ad essere “intrinsecamente pericolose”, ma anche i leader di una nazione rientravano in questa descrizione, e richiedevano quindi anche loro manipolazione e controllo. Bernays si rese conto che se si riusciva ad influenzare i leader di una nazione, con o senza la loro cooperazione consapevole, si poteva controllare il governo e il Paese, ed è proprio qui che ha fissato i suoi obiettivi. Di nuovo Bernays:

“In alcuni settori della nostra vita quotidiana, in cui ci immaginiamo liberi di agire, siamo governati da dittatori che esercitano un grande potere. Ci sono governanti invisibili che controllano i destini di milioni di persone. Non ci si rende generalmente conto di quanto le parole e le azioni dei nostri uomini pubblici più influenti siano dettate da persone astute che operano dietro le quinte. Né, cosa ancora più importante, fino a che punto i nostri pensieri e le nostre abitudini siano modificati dalle autorità. Il governo invisibile tende a concentrarsi nelle mani di pochi a causa dei costi legati alla manipolazione della macchina sociale che controlla le opinioni e le abitudini delle masse”.

E in questo caso, i “pochi” sono le ricche élite industriali, i loro amici banchieri ancora più ricchi e i loro confratelli che controllano i media, l’editoria e l’industria dello spettacolo.

Fino alla prima guerra mondiale, le teorie sulla creazione di un’opinione pubblica completamente falsata, basata sulla disinformazione per il controllo della popolazione, erano ancora solo teorie, ma lo straordinario successo della propaganda di Bernays e del suo gruppo durante la guerra rese evidente la possibilità di controllare perennemente l’opinione pubblica in ogni campo. Gli “accorti” ideatori del “governo invisibile” di Bernays svilupparono una tecnica standard per ciò che era essenzialmente propaganda e controllo della mente, o almeno controllo dell’opinione pubblica, e si infiltrarono in tutto il governo degli Stati Uniti, nei suoi dipartimenti e agenzie, e nei suoi leader e politici. In coincidenza con ciò, essi si esercitavano a corrompere i leader di ogni gruppo identificabile (confraternita, religioso, commerciale, patriottico, sociale) e incoraggiavano queste persone a corrompere allo stesso modo i loro sostenitori.

In tanti hanno notato la mentalità “bianco” e “nero” che pervade l’America. Gran parte della responsabilità deve essere attribuita ai metodi di propaganda di Bernays. Bernays stesso ha affermato che la propaganda poteva produrre risposte emotive rapide e forti nel pubblico, ma che la varietà di tali risposte era limitata perché la carica emotiva insita nella sua propaganda avrebbe creato una sorta di mentalità binaria, costringendo alla fine la popolazione in un mondo programmato in bianco e nero, che è proprio quello che vediamo oggi negli Stati Uniti. Questo non è difficile da capire. Quando Bernays ha inondato il pubblico di storie inventate di bambini tedeschi maltrattati, la gamma di potenziali risposte è stata completamente emotiva e si sarebbe limitata all’avversione o forse al blocco dell’informazione. In un certo senso, il nostro interruttore emotivo sarebbe stato costretto ad accendersi o a spegnersi, senza altre scelte ragionevoli.

I pochi eletti, come li ha chiamati Bernays, si sono presto resi conto del potenziale di controllo dei governi, e in ogni successiva amministrazione statunitense il presidente e il suo staff della Casa Bianca, i politici, i leader delle agenzie militari e dei servizi segreti, sono tutti caduti vittime di questa stessa malattia dell’abile manipolazione. “L’intenso desiderio di guerra” di Roosevelt nel 1939 [14][15][16] fu il risultato di questo stesso processo di manipolazione e, una volta manipolato, egli naturalmente approvò la “manipolazione” dell’intera popolazione americana. Walter Lippmann e Edward Bernays erano riusciti a superare le loro più rosee aspettative. [17] [18]

Bernays – Marketing della guerra

Per quanto riguarda la scoperta della propaganda come strumento di controllo dell’opinione pubblica e il suo utilizzo per il marketing di guerra, vale la pena di dare una rapida occhiata al contesto storico degli sforzi bellici di Bernays. All’epoca, gli ebrei sionisti europei avevano fatto un accordo con l’Inghilterra per far entrare gli Stati Uniti in guerra contro la Germania, a fianco dell’Inghilterra, un favore per il quale l’Inghilterra avrebbe concesso agli ebrei il possesso della Palestina come territorio per una nuova patria [19] La Palestina non “apparteneva” all’Inghilterra, non era compito dell’Inghilterra concedere né l’Inghilterra aveva alcun diritto legale o morale di fare un tale accordo, ma è stato comunque fatto.

Il presidente degli Stati Uniti Wilson voleva ardentemente assolvere i propri obblighi nei confronti dei suoi “manipolatori” facendo entrare gli Stati Uniti nella prima guerra mondiale come volevano, ma il popolo americano non aveva alcun interesse per la guerra europea e l’opinione pubblica era del tutto contraria a parteciparvi. Per favorire il risultato desiderato, Wilson creò il Comitato per l’Informazione Pubblica (The Creel Commission) [20] al fine di propagandare la guerra attraverso il lavaggio del cervello di massa del paese. Comunque Creel era solo il “fronte” di un gruppo che consisteva di uomini appositamente selezionati dai media, dalla pubblicità, dall’industria cinematografica e dal mondo accademico, oltre che di specialisti in psicologia. I due membri più importanti erano Walter Lippman, che Wilson ha descritto come “l’uomo più brillante della sua epoca”, e Bernays che era il massimo esperto di controllo della mente del gruppo, entrambi ebrei e consapevoli della posta in gioco in questo progetto. Bernays pianificò di combinare le conoscenze psichiatriche di suo zio Freud con la psicologia di massa mescolata alle moderne tecniche pubblicitarie, e di applicarle al controllo di massa delle menti. Furono i notevoli schemi di propaganda di Bernays e la sua influenza nel promuovere la palesemente falsa idea che l’ingresso degli Stati Uniti nella guerra fosse principalmente finalizzato a “portare la democrazia in tutta Europa”, che si dimostrarono tanto efficaci nel modificare l’opinione pubblica in merito alla guerra. Grazie a Edward Bernays, il marketing bellico americano era nato, e non sarebbe mai morto.

Nota per i lettori: una parte del contenuto che segue e che descrive in dettaglio le specifiche della propaganda di Lippman e Bernays per la prima guerra mondiale, non è opera mia. È stato estratto alcuni anni fa da un documento più lungo di cui ora non riesco a trovare la fonte originale. Se un lettore è in grado di identificare tale fonte, sarei grato di riceverne informazione, in modo da poter dare il giusto credito all’autore per le sue approfondite ricerche.

“La creazione del CPI da parte di Wilson è stato un punto di svolta nella storia del mondo, il primo tentativo veramente scientifico di formare, manipolare e controllare le percezioni e le convinzioni di un’intera popolazione”. Grazie all’autorità di Wilson, a questi uomini fu data la possibilità quasi illimitata di compiere la loro “magia”, e per assicurare il successo del programma e garantire l’eventuale possesso della Palestina, questi uomini e il loro comitato realizzarono “un programma di guerra psicologica contro il popolo americano su una scala senza precedenti nella storia dell’umanità e con un livello di successo che la maggior parte dei propagandisti poteva solo sognare”.

Avendo ricevuto via libera e ampia autorità dal Presidente degli Stati Uniti e dalla Casa Bianca per “pilotare l’opinione pubblica verso la guerra” [21] e, con il successo minacciato da un diffuso sentimento anti-guerra tra l’opinione pubblica, questi uomini decisero di progettare quella che Lippman chiamò “la creazione del consenso”. Il comitato si incaricò di “esaminare i diversi modi in cui l’informazione giungeva alla popolazione e di inondare questi canali con materiale pro guerra“. Il loro sforzo fu ineguagliabile in termini di estensione e raffinatezza, poiché il Comitato aveva il potere non solo di censurare ufficialmente le notizie e di nascondere le informazioni al pubblico, ma anche di produrre notizie false e distribuirle a livello nazionale attraverso tutti i canali. In brevissimo tempo, Lippman e Bernays si organizzarono abbastanza bene da iniziare a inondare gli Stati Uniti di propaganda antitedesca composta da letteratura, film, canzoni, articoli mediatici di odio e molto altro ancora.

Secondo Bernays, la chiave era disumanizzare e demonizzare il popolo tedesco riempiendo le menti americane di storie dell’orrore inventate. I media accondiscendenti, in gran parte di proprietà ebraica, diffondevano con obbedienza storie false di caramelle avvelenate che venivano lanciate dagli aerei, soldati tedeschi che infilzavano i bambini come spiedini di shish kebab, stupri di suore e molto altro ancora. Alla fine, le storie furono accettate come vere e la naturale resistenza alla guerra del pubblico fu superata. “Essi [Bernays e il suo gruppo] si esercitavano a divulgare storie inventate di atrocità, false accuse di terrore e brutalità contro qualsiasi nazione o popolo che volevano che l’opinione pubblica considerasse come “il nemico”, poi verificavano e valutavano le reazioni del pubblico così ben manipolato con la falsa propaganda”.

Nel suo libro Public Opinion del 1922, [22][23]Lippman scriveva: “L’unico sentimento che chiunque può avere su un evento che non sperimenta è quello suscitato dalla propria immaginazione… Perché è abbastanza chiaro che in certe condizioni gli uomini reagiscono tanto alle finzioni quanto alla realtà“. Ed è stata la manipolazione psicologica eseguita da questi uomini a trasformare un’intera nazione di pacifici americani in rabbiosi guerrafondai. La storia di questo processo di anni di menzogne e di odio è stata seppellita piuttosto bene, e la Casa Bianca, il Congresso e il Comitato si sono adoperati, finita la guerra, per distruggere la maggior parte delle prove dei loro crimini, ma credo che sia l’America che gli ebrei un giorno dovranno riconoscere apertamente questo capitolo della storia.

A causa di Bernays, la propaganda delle atrocità, la deliberata diffusione di malvagità inventate e di crimini di guerra inumani, è diventata il presupposto degli sforzi del Comitato. Harold Lasswell ha scritto,

“Sono così grandi le resistenze psicologiche alla guerra nelle nazioni moderne che ogni guerra deve apparire come guerra di difesa contro un aggressore minaccioso e assassino. Non ci deve essere alcun dubbio su chi si deve odiare… se all’inizio la gente non si arrabbia, ricorri alle atrocità. È stata impiegata con costante successo in ogni conflitto conosciuto dall’uomo” [24]

Le cause e gli obiettivi della propaganda

Naturalmente, le cause e gli obiettivi della propaganda erano molto più diabolici rispetto a quanto avesse potuto seppur lontanamente immaginare il presunto “nemico”; l’obiettivo però non era solo quello di inventare un nemico, ma di far apparire quel nemico “selvaggio, barbaro e disumano” e quindi degno di essere distrutto. Di solito, i media compiacenti ripetono e arricchiscono le storie senza cercare di convalidarle e, quasi sempre, i successivi tentativi di verificare la veridicità delle storie di atrocità si rivelano vani dato che i ricercatori non riescono a scoprire alcuna prova degli eventi. Tipico è il Rapporto Bryce, l’intero catalogo di “autorevole documentazione delle atrocità tedesche” che scompare all’improvviso senza lasciare traccia quando arriva il momento di avvalorare le “atrocità commesse” [25][26][27].

Lippman e Bernays ripartirono il proprio Comitato in diciannove “divisioni”, ognuna responsabile di un diverso tipo di propaganda, e ciascuna delle quali si avvaleva delle capacità di un vasto numero di psicologi, esperti di pubblicità e personale dei media. L’intenzione era quella di inondare tutti i mezzi di comunicazione con l’obiettivo di incitare all’odio verso tutto ciò che era tedesco e di promuovere l’entrata in guerra dell’America come unica opzione per i patrioti americani. Il nuovo Comitato produsse decine di migliaia di articoli pieni di propaganda di odio antitedesco e inondando letteralmente settore della stampa americana. Mediamente venivano pubblicate ogni settimana più di 20.000 colonne con articoli di propaganda completamente falsi prodotti dal Comitato, che promuovevano l’odio verso la Germania e i tedeschi, descrivendo atrocità mai commesse e dipingendo i tedeschi come mostri malvagi e disumani. Il Comitato impose inoltre una potente autocensura sui media americani attuando “linee guida volontarie” volte a sopprimere i contenuti contraddittori.

Crearono la divisione “Syndicated Features”, che impiegava famosi scrittori per produrre saggi di propaganda “ufficiale” e che raggiungevano dai 10 ai 15 milioni di persone ogni mese. Un’altra divisione era responsabile delle sezioni delle vignette dei giornali e di altri media, con l’intenzione dichiarata di “mobilitare e dirigere il potere disperso delle vignette nel paese per un costruttivo impegno bellico”. Impiegarono migliaia di vignettisti che “raggiunsero nuove vette nella diffusione dell’odio”, immaginando i tedeschi come animali primitivi e malvagi che rubavano, uccidevano o violentavano tutto ciò che incontravano [28]

Crearono una Divisione simile per il cinema che portò alla produzione di dozzine di film oltraggiosi e brutalmente antitedeschi, film d’odio contenenti racconti completamente romanzati di atrocità e bestialità commesse dai tedeschi. Da qui nacquero le scene di film in cui i tedeschi (e, successivamente, i giapponesi) mitragliavano i coraggiosi piloti americani mentre si paracadutavano. Nessuno di questi racconti era reale; si trattava, insieme a molte altre, di vere e proprie invenzioni.

Allora, come oggi, l’industria cinematografica negli Stati Uniti era per lo più controllata da ebrei, ansiosi di contribuire. In un editoriale ebreo si affermava che “ogni individuo che lavora in questa industria vuole fare la sua parte” e che “attraverso diapositive, registi cinematografici e trailer, manifesti e pubblicità sui giornali diffonderanno quella propaganda così necessaria alla mobilitazione immediata delle grandi risorse del Paese”. Oltre ai film prodotti dagli studi cinematografici, il CPI creò una propria Divisione Film che produsse 60 o 70 film “ufficiali” che sono stati visti da molte decine di milioni di persone ogni settimana. Crearono una Divisione Pubblicità per influenzare la pubblicità commerciale: la propaganda sulla guerra contro i tedeschi venne inserita nelle pubblicità di giornali e riviste che spesso davano loro libero spazio, con quasi tutte le maggiori pubblicazioni americane che riportavano una grande percentuale di tali pubblicità. Produssero e distribuirono anche molte migliaia di comunicati stampa “ufficiali”, che funzionavano praticamente come ramo informativo del governo degli Stati Uniti e che di fatto erano i maggiori fornitori di notizie di guerra alla nazione. Ricorsero all’aiuto della maggior parte delle religioni cristiane americane che erano più che desiderose di cooperare con i guerrafondai come avevano sempre fatto.

Lippmann e Bernays organizzarono il “Four Minute Men”, con 75.000 volontari che tennero 8 milioni di brevi discorsi preparati sulle atrocità tedesche nelle scuole, nelle sale cinematografiche, nelle chiese, nelle sinagoghe, nelle sedi di sindacati, sempre e ovunque. Bernays dichiarò avevano tenuto quasi 8 milioni di discorsi a circa 315 milioni di persone. Moltissimi di questi discorsi furono tenuti da ebrei. Vedi l’ampia nota [29]

Crearono la “Division of Work With The Foreign Born” per raggiungere tutti gli immigrati nel paese nelle rispettive lingue, e si servirono dei membri di queste comunità per propagandare al proprio popolo; in particolare si rivolsero a tutti gli stranieri in età di servizio militare che potevano essere arruolati in guerra. Lippman e Bernays scrissero:

“È motivo di orgoglio per il Comitato di informazione pubblica, come dovrebbe esserlo per l’America, che i direttori della propaganda inglese, francese e italiana siano stati tutti concordi nel riconoscere che la nostra letteratura è stata notevole soprattutto per la brillante e mirata efficacia”.

Usavano gli agricoltori per attirare gli agricoltori e gli uomini d’affari per attirare gli uomini d’affari. In totale, i loro oratori hanno tenuto più di 7 milioni di discorsi a più di 300 milioni di americani, tutti provocando l’odio verso la Germania e i tedeschi e incitando alla guerra. Dopo molti di questi emozionanti viaggi, le persone del pubblico si riunivano in gruppi che attaccavano e distruggevano le case e le aziende tedesche nelle rispettive città.

Il Comitato si rivolgeva in particolare alle donne, istituendo un’importante divisione femminile per contrastare la resistenza delle donne, per timore che queste “potessero costituire un elemento sovversivo nella nazione, dannoso per l’unità in tempo di guerra e per il buon funzionamento della [coscrizione militare obbligatoria]”. Attraverso i loro stretti contatti con i media, controllavano la copertina e gran parte del contenuto di molte riviste femminili, che usavano per incoraggiare le donne a mandare i loro figli in guerra, sostenendo che sarebbero ritornati “uomini” invece che cadaveri.

Crearono una divisione musicale e assunsero migliaia di autori per scrivere canzoni con testi antitedeschi, poi di nuovo sfruttarono i loro contatti nei media per trasmetterle costantemente sulle stazioni radio nazionali. Un’altra divisione era responsabile dei contenuti delle biblioteche pubbliche, incaricata di eliminare tutti i libri tedeschi, comprese le opere di famosi autori e filosofi. Tutto ciò che era a favore dei tedeschi venne censurato, reso inaccessibile al pubblico o distrutto.

Forse la divisione più rappresentativa della bancarotta morale di questi uomini fu il lavoro con i bambini delle scuole pubbliche. Utilizzavano pesantemente gli psicologi nei programmi per diffondere l’odio verso la Germania in tutto il sistema scolastico pubblico americano, dove ai bambini piccoli veniva propinata l’intera gamma dell’odiosa propaganda di Bernays; successivamente venivano utilizzati come commessi viaggiatori per visitare altre scuole e diffondere la propaganda ai loro compagni di classe, instillando nelle menti di tutti i bambini piccoli storie totalmente inventate di atrocità perpetrate dai tedesche. Dopo queste accese sessioni di propaganda, molti bambini americani dimostrarono il loro “patriottismo” attaccando in gruppo i tedeschi-americani e tirandogli pietre, talvolta ricevendo complimenti dai giornali locali per “aver fatto il loro dovere”. Il gruppo di Bernays ha pubblicato molte migliaia di libri per bambini e fumetti contenenti le più vili e odiose menzogne propagandistiche.

Ai bambini delle scuole domenicali furono dati libri da colorare che rappresentavano e incoraggiavano la violenza contro i tedeschi. Le biblioteche sponsorizzavano le “ore di storia” per bambini antitedeschi che usavano la propaganda dell’odio fornita da Bernays.

Damnatio memoriae

La letteratura pubblica di Bernays attaccava tutto ciò che era tedesco in America, comprese le scuole e le chiese. In molte scuole era proibito insegnare la lingua tedesca agli “americani puri” e gli amministratori furono esortati a licenziare “tutti gli insegnanti infedeli”, cioè tutti i tedeschi. I nomi di innumerevoli città furono cambiati per cancellarne l’origine tedesca: Berlino, Iowa divenne Lincoln, Iowa. I cibi e i nomi dei cibi tedeschi furono eliminati dai ristoranti; i crauti divennero “cavoli della libertà”; i bassotti divennero “cani della libertà” e i pastori tedeschi divennero “alsaziani”. A tutte le orchestre americane fu ordinato di eliminare dalle loro esecuzioni qualsiasi musica di compositori classici tedeschi come Beethoven, Bach e Mozart. In alcuni stati, l’uso della lingua tedesca era proibito in pubblico e al telefono. I professori tedeschi venivano licenziati dalle università, i giornali locali di lingua tedesca o di proprietà tedesca si vedevano negare gli introiti pubblicitari, venivano costantemente vessati e spesso costretti a cessare l’attività. I Boy Scout “patriottici” d’America contribuivano allo sforzo bruciando regolarmente fasci di giornali tedeschi in vendita, e i tedeschi venivano regolarmente insultati e presi a sputi da altri cittadini.

Bernays istituì un programma che metteva in discussione il patriottismo e la lealtà di tutti i tedeschi d’America, etichettando tutti quelli che avevano opinioni contrarie alla guerra come evidente prova di tradimento. I tedeschi furono costretti a incontrarsi in riunioni pubbliche e a denunciare la Germania e i suoi leader, ad acquistare titoli di guerra e a dichiarare pubblicamente la loro fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti. Mentre la retorica di Bernays raggiungeva livelli pericolosi, l’isteria e la violenza antitedesca aumentavano in proporzione. Molti tedeschi furono allontanati con la forza dalle proprie case, spesso strappati dai loro letti durante la notte, portati in strada e spogliati, picchiati e frustati, poi costretti ad inginocchiarsi e a baciare la bandiera americana. Molti furono cosparsi di pece e di piume, poi costretti ad abbandonare le loro città o i loro paesi. Alcuni furono appesi agli alberi. Sacerdoti e pastori furono trascinati fuori dalle loro chiese e picchiati per aver tenuto sermoni in tedesco.

L’isteria antitedesca fece sì che la gente vedesse spie ovunque, con House e Bernays che infiammavano enormemente questa tendenza preparando il famigerato discorso “Flag Day” di Wilson in cui affermava: “I comandanti militari tedeschi hanno riempito le nostre ignare comunità di spie e cospiratori malvagi e hanno cercato di corrompere l’opinione pubblica”. Gli editori dei giornali gridavano che tutti i tedeschi erano spie che avvelenavano le acque americane o che contaminavano le spedizioni di medicinali verso gli ospedali e che la maggior parte di loro “doveva essere catturata all’alba e fucilata per tradimento”. I membri del Congresso raccomandavano l’impiccagione o comunque l’esecuzione di tutti i tedeschi in America, i governatori degli Stati chiedevano l’uso di plotoni d’esecuzione per eliminare “l’elemento infedele” dall’intero Stato. Il segretario della Marina statunitense Josephus Daniels dichiarò che gli americani avrebbero “diffuso il timore di Dio nei cuori” di queste persone. La maggior parte degli americani è consapevole del fatto che durante l’isteria nazionale [di nuovo indotta da Bernays] durante la Seconda guerra mondiale il governo statunitense costrinse più di 100.000 giapponesi nati negli Stati Uniti nei campi di concentramento, ma dalla storia è stato cancellato il fatto che molti più tedeschi furono internati nei campi di concentramento negli Stati Uniti prima e durante la Prima guerra mondiale, e di nuovo durante la Seconda guerra mondiale, dopo di che tutti i loro beni erano stati sequestrati [30].

Mentre Bernays stava “rendendo il mondo sicuro per la democrazia”, quella sicurezza non era destinata agli americani. Sotto la guida del Colonnello E. M. House, che era il “manipolatore” ebreo di Wilson, Wilson approvò una serie di leggi oppressive, tra cui l’Espionage Act ed il Sedition Act, che erano interamente di contenuto fascista e che rendevano illegale tutto ciò che poteva ostacolare l’entrata in guerra degli americani [31][32].  Durante questo periodo la libertà di parola e di riunione, e la libertà di stampa scomparvero praticamente dall’America, e alla fine divenne illegale dire o scrivere qualsiasi critica al governo degli Stati Uniti, ai suoi funzionari e persino ai suoi “simboli”. Qualsiasi espressione di obiezione all’entrata in guerra degli americani si sarebbe tradotta in una multa di 10.000 dollari (dieci anni di salario medio dell’epoca) o 20 anni di prigione, con gran parte dei poteri della polizia trasferiti a quelli che erano, a tutti gli effetti, gruppi di vigilanti privati come la famigerata American Protective League che operava virtualmente senza supervisione. La soppressione dell’opinione pubblica e del dissenso nonché il controllo esercitato sulle comunicazioni contro la guerra erano universali. La legge sullo spionaggio affermava che “Ogni lettera, scrittura, circolare, cartolina postale, fotografia, stampa, incisione, giornale, opuscolo, libro o altra pubblicazione, materiale o oggetto di qualsiasi tipo che contenesse elementi destinati a ostacolare il processo di reclutamento o di arruolamento degli Stati Uniti venivano dichiarati non inviabili per posta”.

Nulla era permesso che potesse impedire il reclutamento di soldati americani per una guerra che solo gli ebrei volevano. Con tutto questo e molto altro ancora, Bernays e Lippman trasformarono l’America in un focolaio di odio contro l’intera popolazione tedesca, realizzando l’obiettivo degli ebrei sionisti di usare l’esercito americano come strumento, il loro esercito privato, nella guerra europea per raggiungere l’obiettivo della Palestina, e fu così che questi due uomini cambiarono il corso della storia.

Non sarebbe stata l’ultima volta che Lippman e Bernays avrebbero usato queste tecniche contro la Germania. Questo massiccio attacco fu ripetuto poco più di dieci anni dopo per distruggere la Germania e spingerla in un’altra guerra che i tedeschi non volevano. Negli anni ’30, gli stessi banchieri ebrei europei, con lo stesso programma, volevano che gli Stati Uniti si unissero ad un’altra guerra che intendevano iniziare contro la Germania. Nel 1933 si imbarcarono in una vasta guerra commerciale mondiale per distruggere finanziariamente la Germania, con i titoli dei giornali che recitavano “La Giudea dichiara guerra alla Germania” [33][34][35][36] Avevano già instillato in Roosevelt “un intenso desiderio di guerra”, ma avevano di nuovo lo stesso problema con il riluttante pubblico americano; da qui la “campagna della rabbia” di cui si parlava prima, e ripetendo le storie di atrocità tedesche in tutti i Paesi occidentali fino a quando praticamente il mondo intero non volle uccidere tutti i tedeschi.

Le teorie di Bernays e il modello per la manipolazione dell’opinione pubblica formeranno il piano e il modello che il governo degli Stati Uniti userà ripetutamente nel secolo successivo per ingannare con successo il pubblico americano sulle motivazioni e le azioni in più di 100 avventure militari, e per rendere tutti ciechi di fronte ai tragici risultati della brutale politica estera americana. 

Entrano in scena I Rothschild

In tutto questo, Lippman e Bernays non lavoravano in modo indipendente o senza una guida. Prima del loro massiccio “sforzo bellico” negli Stati Uniti per la prima guerra mondiale, avevano gestito con successo un test pilota nel Regno Unito, utilizzando giornali britannici di proprietà di Rothschild e di altri ebrei, per determinare l’efficacia dei loro metodi. Il piano di ingegnerizzazione di massa dell’opinione pubblica iniziò in una fabbrica di propaganda a Wellington House a Londra all’inizio del 1900, con Lord Northcliffe e Lord Rothmere, Arnold Toynbee, e naturalmente i nostri due geni del marketing di guerra Lippman e Bernays [37][38][39] [40] È da qui che fu elaborato lo schema per “vendere” le banche private della Federal Reserve dei Rothschild al Congresso degli Stati Uniti, e che addestrò e preparò Lippman e Bernays sui metodi di formazione dell’opinione pubblica americana per spingere gli Stati Uniti nella prima guerra mondiale per promuovere il sionismo. Il libro di Bernays “Propaganda” offre una chiara visione della sua formazione, non solo sul marketing di guerra ma anche sulla patologia del consumismo americano, sulle automobili, sull’isteria del patriottismo e molto altro ancora.

Successivamente, la Wellington House si trasformò nel Tavistock Institute[41], creato all’Università di Oxford a Londra dai fondatori del Royal Institute of International Affairs e della Round Table, ed era essenzialmente una sorta di struttura per il lavaggio del cervello di massa, nata come centro per la guerra psicologica. Furono gli studi del Tavistock Institute sulla programmazione psicologica a creare e poi sfruttare, durante la guerra fredda, una grande isteria di massa, evocando le terribili ossessioni di un conflitto nucleare con l’Unione Sovietica che portò persino milioni di americani a costruire rifugi antiatomici nei loro cortili. Nella sua biografia di Bernays, Tye ha scritto che “è impossibile comprendere a fondo gli sviluppi sociali, politici, economici e culturali degli ultimi 100 anni senza una certa comprensione di Bernays e dei suoi successori a livello professionale”.

I finanziamenti sarebbero venuti dalla famiglia reale britannica, dai Rothschild e dai Rockefeller, e prevedevano anche la formazione di relazioni transatlantiche. In vari periodi, le adesioni al Tavistock Institute, al Royal Institute of International Affairs, alla Round Table dei Rothschild, al Council on Foreign Relations, al Club di Roma, allo Stanford Research Institute, alla Commissione Trilaterale e alla NATO, sono state intercambiabili. Hanno anche creato l’ideologia delle grandi Fondazioni americane, come Rockefeller e Carnegie, che oggi svolgono un ruolo silenzioso ma importante nella gestione della popolazione.

Molte porcherie sono nate da questo covo di adoratori di Satana, una di queste è il Psychological Warfare Bureau (centro per la guerra psicologica) britannico che ha messo in atto un piano per distruggere la Germania non attaccando i militari, ma con il genocidio virtuale della popolazione. Sembra che i banchieri internazionali fossero proprietari di impianti di munizioni e di altri preziosi obiettivi militari da entrambi i lati del fronte di guerra, e volevano che le loro proprietà fossero mantenute in condizioni di funzionare nonostante la guerra. La soluzione ebraica raccomandata a Churchill era il bombardamento a tappeto della popolazione civile per far crollare il morale del popolo tedesco. Questi “sociologi scientifici” stabilirono che la distruzione del 65% delle abitazioni tedesche, di solito compresi i relativi occupanti, sarebbe stata sufficiente per ottenere tale crollo. Questa fu l’origine della fama dell’eroe dell’aviazione britannica “Bomber” Harris, che realizzò questi raid notturni (sempre di notte) che culminarono nel bombardamento di Dresda. La spiegazione dei raid notturni viene data di solito come sicurezza per gli equipaggi dei bombardieri, ma il vero scopo era soprattutto quello di generare più terrore tra la popolazione civile. Harris stesso ha testimoniato che la sua direttiva non mirava a nulla in particolare, ma solo a “far saltare in aria le città tedesche nel loro insieme”. Le aree residenziali della classe operaia erano prese di mira perché avevano una densità più elevata e le tempeste di fuoco erano più probabili”. Questo avrebbe sconvolto la forza lavoro tedesca e la capacità della Germania di produrre materiale bellico in sua difesa. I diffusi e deliberati massacri di civili tedeschi da parte di Harris, così come quelli da parte degli americani, sono stati tenuti assolutamente nascosti al pubblico e non compaiono ancora da nessuna parte nei libri di storia con informazioni utili o con un sincero tentativo di calcolare con precisione le vittime civili. Questo era il piano che il generale statunitense Curtis Lemay stava seguendo, gli stessi raid notturni a volo radente con i quali si cercava di sterminare le popolazioni del Giappone e della Corea [42]

Tutto quanto letto sopra sulla promozione bellica durante la pianificazione delle due guerre mondiali, è tratto da un modello creato da Lippman e Bernays esclusivamente per sostenere la creazione di uno Stato ebraico in Palestina e per promuovere l’agenda del sionismo. Quel modello è stato costantemente utilizzato dal governo degli Stati Uniti (come Esercito Privato dei Banchieri) sin dalla Seconda Guerra Mondiale, “ingegnerizzando il consenso e l’ignoranza” della popolazione americana e occidentale per mascherare quasi sette decenni di atrocità, demonizzare paesi e popoli innocenti in preparazione a 60 o 70 rivoluzioni “colorate” di ispirazione politica, o “guerre di liberazione” combattute esclusivamente per il beneficio finanziario e politico di un pugno di banchieri europei che usarono l’esercito americano come esercito privato a questo scopo, causando la morte e la miseria di centinaia di milioni di civili innocenti.

Bernays fu responsabile non solo dell’ingresso degli Stati Uniti nelle due guerre mondiali, ma anche di aver contribuito a spianare la strada alla cannibalizzazione e alla colonizzazione militare di gran parte del mondo da parte degli Stati Uniti, nonché dell’instaurazione e del sostegno di decine di brutali dittature militari in tutto il mondo. Il suo primo progetto internazionale fu quello di aiutare gli Stati Uniti a rovesciare il governo eletto dal popolo di Jacobo Arbenz, in Guatemala. All’epoca, la United Fruit Company dei Rockefeller e varie élite statunitensi e finanziatori internazionali possedevano la maggior parte del Guatemala, compreso il 70% di tutte le terre coltivabili, le strutture di comunicazione, l’unico porto ferroviario e marittimo, e controllavano la maggior parte delle esportazioni. Quando Arbenz avviò gli espropri e la ridistribuzione delle terre, Bernays sviluppò una massiccia campagna di propaganda che fece di Arbenz un comunista, un terrorista, un nemico della democrazia, una macchia sull’umanità e molto altro ancora, al punto che l’opinione pubblica americana sostenne una scandalosa farsa e una delle più brutali violazioni dei diritti umani nella storia degli Stati Uniti. Il modello di Bernays è stato usato circa 70 volte nelle invasioni americane di molte nazioni, ed è una delle cause dell’enorme scollamento tra ciò che il popolo americano crede che il suo governo abbia fatto e ciò che ha effettivamente fatto. Come nota a margine, il Guatemala fece appello alle Nazioni Unite per fermare la massiccia interferenza degli americani nel loro Paese, un appello che fu accolto favorevolmente dal Segretario Generale dell’ONU Dag Hammarskjold, e che si rivelò un problema per gli Stati Uniti. Lo avrebbe fatto di nuovo qualche anno dopo e per questo sarebbe stato assassinato dalla CIA.

Riepilogo veloce

Molti di noi hanno sentito storie di soldati tedeschi che infilzavano i bambini con le baionette, che mitragliavano piloti che si lanciavano con il paracadute, storie di vasche piene di bulbi oculari raccolti dai nazisti, di tedeschi che tagliavano i seni di ogni donna che incontravano, che mangiavano i bambini, che trasformavano i corpi dei civili massacrati in grasso e glicerina per ingrassare le armi. Dopo la guerra, Bernays ammise apertamente di aver usato atrocità inventate per provocare odio contro la Germania e, in entrambe le guerre mondiali, non fu mai scoperta alcuna prova che dimostrasse una di queste accuse oltraggiose.

Possiamo ben immaginare la demonizzazione dell’Iraq da parte di George W. Bush, le sordide storie di massacri di massa, la gassazione di centinaia di migliaia di persone e la sepoltura in fosse comuni, le armi nucleari pronte per il lancio entro 15 minuti, la responsabilità nell’11 settembre, i bambini gettati fuori dalle incubatrici, Saddam che usava i tritalegnami per eliminare gli oppositori politici e i dissidenti. Ci vengono in mente i racconti del Viagra fornito ai soldati libici, che si sono rivelati essere tutte invenzioni infondate, tipica propaganda dell’atrocità. Vietnam, Afghanistan, Siria, Iran e dozzine di altre guerre e invasioni hanno usato lo stesso modello per convincere l’opinione pubblica di una guerra ingiustificata, scatenata solo per obiettivi politici e commerciali.

Arriviamo velocemente al 2020

Oggi siamo nello stesso posto, con le stesse persone che conducono la stessa “campagna della rabbia” contro la Cina in preparazione alla terza guerra mondiale. John Pilger è d’accordo con me, come dimostra il suo recente articolo “Un’altra Hiroshima sta arrivando, a meno che non la fermiamo ora”[43] e altrettanto fa Gordon Duff [44]. I segni ora sono ovunque, e la campagna funziona. È necessario mettere in evidenza la necessità di una “campagna della rabbia” in contrapposizione a una “campagna dell’odio”. Non siamo mossi all’azione dall’odio, ma dalla rabbia. Posso anche disprezzare profondamente, ma questo di per sé non servirà a nulla. È solo se sono mosso dalla rabbia che voglio abbattere l’avversario. E questo, come hanno chiaramente sottolineato Lippman e Bernays, richiede una propaganda dell’atrocità carica di emozioni, del tipo usato così bene contro la Germania e contro la Cina oggi. E poiché abbiamo bisogno di una propaganda delle atrocità per scatenare una guerra, sembra che queste non manchino.

Oggi in Cina “milioni di uiguri dello Xinjiang vengono torturati in centinaia di campi di concentramento” [45], in “una campagna di repressione” [46], con le ormai quasi obbligatorie “sterilizzazioni forzate” di milioni di persone [47]. Ma ciò non è del tutto negativo perché “tutti gli ebrei americani vogliono aiutare a fermare questo genocidio” [48]. Inoltre, il “Partito Comunista” ha distrutto “centinaia di cimiteri uiguri” [49] e non solo sta violando tutti i possibili diritti umani, ma ha anche proibito la religione [50].

La maggior parte dei lettori sa che la Cina ha ordinato la chiusura del consolato americano a Chengdu come ritorsione contro la chiusura imposta del consolato cinese di Houston, ma pochi sanno che ciò ha rappresentato un altro “olocausto”, come testimonia la moglie di Jim Mullinax, il console generale americano a Chengdu, che chiedeva al mondo “se gli ebrei fossero come noi quando hanno lasciato le loro case per nascondersi dai nazisti prima della seconda guerra mondiale” [51].

Poi abbiamo Huawei, la principale entità di spionaggio al mondo, che è senza dubbio responsabile del “tentativo di Pechino di ‘rubare’ il vaccino americano contro il COVID-19”, mentre in un’altra notizia dell’ultima ora, i cinesi stanno “cercando di rubare tutto“. Non solo, ma la Cina si è recentemente introdotta in Vaticano, ed ecco perché l’hanno fatto [52].

Tutti sanno che la nuova legge sulla sicurezza di Hong Kong è “la campana a morto della libertà e della democrazia a Hong Kong“. Abbiamo letto molto sul “pericoloso militarismo ” della Cina nel proprio stagno, ma non tutti sanno che la Cina sta creando all’aviazione giapponese “un grosso problema” con 947 (contiamoli) sconfinamenti nello spazio aereo giapponese”nell’ultimo anno fiscale che si è concluso a marzo” [53] [54]. Non sapevo che gli sconfinamenti militari avvenissero in un anno fiscale, ma forse le cose sono diverse in Giappone.

Poi, ci dice Pompeo, “La verità è che le nostre politiche… hanno fatto risorgere la fallimentare economia della Cina, solo per vedere Pechino mordere le mani internazionali che li sfamano” [55]. Inoltre, (a causa del COVID-19) quella Cina “ha causato enormi sofferenze e perdite di vite umane“, e il “Partito comunista cinese ne pagherà il prezzo” [56]. Naturalmente, sappiamo tutti che la “Cina” ha rubato il virus COVID-19 da un laboratorio di Winnipeg in Canada, per poi diffonderlo nel mondo, e Pompeo ne ha le prove [57], e persino “un virologo cinese ha le prove” che la “Cina” si è impegnata in un massiccio insabbiamento mentre contaminava il mondo [58] e poi “è fuggito da Hong Kong” perché “so come trattano gli informatori. “E, naturalmente, “la Cina deve essere ritenuta responsabile della distruzione causata dal Covid-19” [60] ed è per questo che tutti negli Stati Uniti vogliono perseguire “la Cina”. “L’Australia” chiede un’indagine penale internazionale sul ruolo della Cina nel COVID-19 [61]. Che sorpresa.

E naturalmente abbiamo un numero quasi illimitato di gravi provocazioni, da Hong Kong, Tibet, Xinjiang, Taiwan, i mari della Cina meridionale, ai consolati cinesi, ai giornalisti dei media, agli studenti, ai ricercatori, alle restrizioni dei visti, allo spionaggio, a Huawei, alla guerra commerciale, il tutto nella speranza di terrorizzare i leader cinesi in modo da provocarne una reazione esagerata, il sistema più semplice per giustificare una nuova guerra.

L’elenco potrebbe continuare per diverse centinaia di pagine. Mai in vita mia ho visto un’ondata continua e incessante di propaganda dell’odio contro una nazione, sicuramente equivalente a quanto è stato fatto con la Germania per preparare l’ingresso degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale. E funziona, come previsto. Il Canada, l’Australia, il Regno Unito, la Germania, l’India, il Brasile, stanno cadendo nella trappola dei guerrafondai e si rivoltano contro la Cina. Ne seguiranno altri. Il Global Times ha riportato “La mutua fiducia tra Australia e Cina ai minimi storici” [62].

Le magliette e i berretti con su scritto “Boicottiamo la Cina” stanno inondando l’India, Huawei viene sempre più bandita dalle nazioni occidentali, le APP cinesi come Tik-Tok sui social media vengono bandite e Bryan Adams ha recentemente definito tutti i cinesi come “Mangiatori di pipistrelli, venditori di animali nei mercati umidi*, produttori di virus, avidi bastardi” [63] [64]. In un recente sondaggio (effettuato per valutare il successo del lavoro, come hanno fatto Bernays e l’Istituto Tavistock, come già sottolineato in precedenza), la metà dei soggetti di etnia cinese in Canada è stata minacciata e molestata a causa del COVID-19.

Circa il 45% dei cinesi in Canada ha dichiarato di essere stato “minacciato o intimidito in qualche modo”, il 50% di essere stato recentemente insultato in pubblico, il 30% di aver vissuto “una sorta di scontro fisico” e il 60% ha detto che l’abuso è stato così grave “che hanno dovuto riorganizzare la propria routine quotidiana per evitarlo”. Una donna di 60 anni ha riferito che un uomo ha detto a lei e a sua figlia: “Prego ogni giorno che voi moriate” [65].

Questo deliberato e sistematico attacco alla Cina e ai cinesi (da parte dei media ebraici, mi dispiace dirlo) ha portato a un aumento del 700% dei crimini d’odio contro i cinesi, e il Canada non è assolutamente l’unico Paese che sta vivendo questo fenomeno. La situazione non è migliore negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in gran parte dell’Europa. Sembrerebbe che le leggi contro l’incitamento all’odio siano solo a beneficio degli ebrei, non certo dei cinesi. Lippmann e Bernays ne sarebbero orgogliosi.

Diversi anni fa, la CNN è stata citata in giudizio da uno dei conduttori del TG per aver ricevuto l’ordine di mentire nei telegiornali. La CNN vinse la causa. Non hanno negato di aver ordinato al conduttore di mentire. La loro difesa si basava semplicemente sulla posizione che i media americani non hanno “nessun obbligo di dire la verità“. E RT ha recentemente riferito che quasi 9 americani su 10 ritengono che via sia faziosità “medio-alta” nei media [65]. Eppure, come possiamo vedere, la maggior parte di queste stesse persone, e una grandissima parte della popolazione di molte nazioni, continua a essere vittima della stessa propaganda d’odio.

Aggiungerei quattro punti finali a questo saggio.

(1) Non c’è modo di evitare la conclusione che la storia si stia effettivamente ripetendo, demonizzando l’ennesima nazione, generando deliberatamente odio e rabbia sufficienti a giustificare un’altra guerra mondiale.

(2) Mentre la spinta in tal senso viene sicuramente dagli Stati Uniti, gli americani non sono del tutto da biasimare perché si limitano ad eseguire gli ordini. La causa di tutto ciò risiede essenzialmente in Europa, tra la congrega degli ebrei e dei sionisti internazionali, con gli americani che ancora una volta sono “L’Esercito Privato dei Banchieri” . Il nostro Nuovo Governo Mondiale non può nascere senza la distruzione sia della Cina che della Russia (e dell’Iran), ma la Cina è il principale ostacolo che è necessario eliminare. La terza guerra mondiale avrà Cina e Russia dalla stessa parte e, con un po’ di fortuna, entrambe saranno distrutte in un colpo solo. Questo è il piano. Il fatto che ci crediate non è rilevante ai fini della sua esecuzione.

(3) Gli ebrei internazionali hanno qualche ragione (nella loro mente) per avercela con la Cina. Per prima cosa, la Cina era destinata ad essere smembrata e trasformata in una vacca da mungere perennemente, un piano frustrato da Mao e dalla sua rivoluzione. Tutti sanno che gli ebrei sono stati sfrattati da molti paesi molte volte nel corso di molte centinaia di anni, ma nessuno sembra sapere che due di questi sfratti sono avvenuti relativamente di recente, uno dal Giappone immediatamente prima della seconda guerra mondiale (l’origine dell’enorme ghetto ebraico di Shanghai, non degli sfuggiti a Hitler come ci raccontano), e il secondo dalla Cina. Non sono stati “gli inglesi”, ma le famiglie di banchieri internazionali ebrei, i Rothschild, i Sassoon, i Kadoories e altri, a essere interamente responsabili della farsa dell’oppio in Cina, che dura da 150 anni. Non entrerò nei dettagli, ma subito dopo la seconda guerra mondiale, uno dei primi atti di Mao fu quello di espellere tutti gli ebrei dalla Cina e di confiscare tutti i loro beni derivanti dall’oppio, compresa tutta la città di Shanghai e le filiali continentali dell’HSBC. Non l’hanno dimenticato e rivogliono indietro i loro soldi.

(4) Data l’origine della spinta verso la terza guerra mondiale e la prevista distruzione della Cina, resta da considerare cosa si può fare per prevenire un terzo olocausto mondiale. Anche conoscendo i responsabili, non è praticabile dichiarare guerra al massimo a qualche migliaio di individui sparsi in una decina di nazioni.

Conosco un solo modo per evitare la terza guerra mondiale che è ormai imminente: farla pagare a Israele. Se fossi un’autorità di alto livello, chiamerei l’ambasciatore israeliano e lo informerei che se la mia nazione fosse spinta in guerra con gli Stati Uniti, la mia prima ritorsione non sarebbe contro gli Stati Uniti ma contro Israele, che userei ogni parte del mio arsenale nucleare necessaria per raggiungere tale obiettivo. La mia tesi è che Israele è troppo importante per queste persone per essere sacrificato e che di fronte a una tale minaccia ritenuta credibile, si tirerebbero indietro. Con tutto quello che so, non credo che una terza guerra mondiale possa essere evitata in altro modo. 

 * mercati all’aperto dediti alla vendita di beni deperibili, quali carne fresca, pesce o frutta


[1] https://hofs.online/david-irving-churchills-war/

[2] https://www.paulcraigroberts.org/2020/01/13/germanys-war-chapter-4-the-allied-conspiracy-to-instigate-prolong-wwii/

[3] https://thegreateststorynevertold.tv/the-war-criminal-churchill/

[4] ttps://research.calvin.edu/german-propaganda-archive/schul05.htm

[5] “Germany is getting too strong. We’ve got to smash her.” – Winston Churchill speaking during a private lunch in 1936. Reminiscenses in 1961 of General Robert E. Wood. World War II. By Carl J. Schneider, Dorothy Schneider. Page 15.

[6] “We will force this war upon Hitler, if he wants it or not.” – Winston Churchill (1936 broadcast). “This war is an English war and its goal is the destruction of Germany.” – Winston Churchill (Autumn 1939 broadcast)

[7] “You must understand that this war is not against Hitler or National Socialism, but against the strength of the German people, which is to be smashed once and for all, regardless of whether it is in the hands of Hitler of a Jesuit priest.” – Winston Churchill [1940]; Emrys Hughes, Winston Churchill, His Career in War and Peace p. 45); This book was published in Great Britain in 1950 under the title “Winston Churchill in war and peace.” The American version titled “Winston Churchill: British bulldog : his career in war and peace”, was published in 1955 and was an edited version with selected quotations removed.

[10] https://www.amazon.com/Engineering-Consent-Edward-L-Bernays/dp/B0007DOM5E

[11] http://classes.dma.ucla.edu/Fall07/28/Engineering_of_consent.pdf

[12] https://www.goodreads.com/quotes/203430-the-conscious-and-intelligent-manipulation-of-the-organized-habits-and

[13] https://www.amazon.com/Propaganda-Edward-Bernays/dp/0970312598

[14] https://famguardian.org/Subjects/Scams/FDR/fdr.htm

[15] https://www.chroniclesmagazine.org/article/wikileaks-1941/

[16] https://mises.org/library/roosevelt-nobody-knows

[17]http://www.rationalrevolution.net/war/condition_of_modern_american_soc.htm

[18]http://www.rationalrevolution.net/war/condition_of_modern_american_soc.htm

[19] https://www.history.com/topics/middle-east/balfour-declaration

[20] https://publicdiplomacy.wikia.org/wiki/Creel_Committee

[21] https://www.ebooks.com/en-us/book/712398/media-control/noam-chomsky/

[22] https://www.amazon.com/Public-Opinion-Original-Walter-Lippmann/dp/1947844563

[23]https://wps.pearsoncustom.com/wps/media/objects/2429/2487430/pdfs/lippmann.pdf

[24] http://www.revisionist.net/hysteria/cpi-propaganda.html

[25] http://www.revisionist.net/hysteria/cpi-propaganda.html

[26] https://net.lib.byu.edu/~rdh7/wwi/comment/bryce.html

[27] https://www.ataa.org/armenian-issue-revisited/the-bryce-report-british-propaganda-and-the-turks

[28] http://historymatters.gmu.edu/d/5052.html

Committee on Public Information, Bureau of Cartoons, Bulletin No. 16, September 28, 1919, 1–2.

[29] http://historymatters.gmu.edu/d/4970/

[30] http://www.revisionist.net/hysteria/cpi-propaganda.html

[31] https://www.history.com/this-day-in-history/u-s-congress-passes-sedition-act

[32] https://www.history.com/this-day-in-history/u-s-congress-passes-espionage-act

[33] https://www.nationalists.org/library/hitler/daily-express/judea-declares-war-on-germany.html

[34] https://vimeo.com/49275330

[35]https://archive.org/stream/JewsDeclareWarOnGermany1933/JewsDeclareWarOnGermany1933_djvu.txt

[36]https://www.wintersonnenwende.com/scriptorium/english/archives/articles/jdecwar.html

[37] https://www.cambridge.org/core/journals/historical-journal/article/wellington-house-and-british-propaganda-during-the-first-world-war1/0E3BEB8F4CC3EAD3D1B415D4E6A832F4

[38] https://www.bbc.co.uk/programmes/p032m651

[39] https://military.wikia.org/wiki/Wellington_House

[40] http://britishdeepstate.net/propaganda-bureau-british-deep-state-wellington-house/

[41] https://thebridgelifeinthemix.info/in-profile/in-profile-the-tavistock-institute-of-human-relations-and-the-destruction-of-the-west/

[42] https://www.unz.com/lromanoff/japan-ending-a-war-and-saving-lives/

         Rimandi:

[43] https://www.rt.com/op-ed/497096-john-pilger-hiroshima-china-us/

[44] https://journal-neo.org/2020/08/04/trump-s-secret-war-plan-for-the-south-china-sea/

[45] https://edition.cnn.com/2018/08/13/asia/china-xinjiang-uyghur-united-nations-intl/index.html

[46] https://www.scmp.com/news/china/article/3095618/us-sanctions-chinese-entity-individuals-over-xinjiang-repression

[47] https://news.yahoo.com/china-forcibly-sterilises-uighurs-control-population-report-195121873.html

[48] https://forward.com/opinion/452047/want-to-do-something-to-prevent-genocide-in-xinjiang-here-are-some/

[49] https://edition.cnn.com/2020/01/02/asia/xinjiang-uyghur-graveyards-china-intl-hnk/index.html

[50]https://lite.cnn.com/en/article/h_ccd01a5d63b9699a83409e2c4729bf0f

[51] https://www.globaltimes.cn/content/1195688.shtml

[52] https://edition.cnn.com/2020/07/29/world/vatican-china-hacking-burke/index.html

[53] https://edition.cnn.com/2020/07/28/asia/japan-china-fighter-jet-scrambles-intl-hnk-dst/index.html

[54] https://www.globaltimes.cn/content/1195688.shtml

[55] https://edition.cnn.com/2020/07/26/asia/chengdu-us-consulate-china-closure-intl-hnk/index.html

[56] https://edition.cnn.com/world/live-news/coronavirus-pandemic-04-24-20-intl/h_05246e4e5b879b16869e4a7c47702cfe

[57] https://edition.cnn.com/2020/07/18/politics/state-department-cable-coronavirus-chinese-lab/index.html

[58] https://www.foxnews.com/world/chinese-virologist-coronavirus-cover-up-flee-hong-kong-whistleblower.amp.

[59] https://www.foxnews.com/world/chinese-virologist-coronavirus-cover-up-flee-hong-kong-whistleblower

[60] https://www.cnn.com/2020/06/20/opinions/china-needs-to-be-held-accountable-for-covid-19s-destruction/index.html

[61] https://www.foxnews.com/politics/australia-joins-us-china-coronavirus-pandemic

[62] https://www.globaltimes.cn/content/1192669.shtml

[63] https://www.theguardian.com/music/2020/may/12/bryan-adams-attacks-china-coronavirus

[64] https://www.thesun.co.uk/tvandshowbiz/11603551/bryan-adams-lets-rip-china-bat-eating-greedy-coronavirus/

[65] https://sputniknews.com/society/202006251079720558-half-of-ethnic-chinese-in-canada-threatened-and-harassed-over-coronavirus-new-poll-shows/

[66] https://www.rt.com/usa/497117-mainstream-media-bias-poll/

 

Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli e Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte.org


*

Larry Romanoff è un consulente aziendale in pensione e un uomo d'affari. Ha ricoperto posizioni dirigenziali senior in società di consulenza internazionali e possedeva un'attività di import-export internazionale. È stato professore in visita presso l'Università Fudan di Shanghai, presentando casi di studio in affari internazionali a classi EMBA senior. Il signor Romanoff vive a Shanghai e attualmente sta scrivendo una serie di dieci libri generalmente legati alla Cina e all'Occidente.È uno degli autori che contribuiscono alla nuova antologia COVID-19 di Cynthia McKinney "When China Sneezes".

When China Sneezes: From the Coronavirus Lockdown to the Global Politico-Economic Crisis




       Copyright © Larry Romanoff, Moon of Shanghai, 2020

Larry Romanoff,

contributing author

to Cynthia McKinney's new COVID-19 anthology

'When China Sneezes'

When China Sneezes: From the Coronavirus Lockdown to the Global Politico-Economic Crisis