Propaganda
e Media (Parte 7) – Il fact-checking
Larry Romanoff,
21 gennaio 2022
Tradotto
da Elvia Politi per Saker Italia
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Chi,
nel nostro mondo di oggi, ha il disperato bisogno di essere “verificato”? I
mass media, ovviamente. E chi, nel nostro mondo di oggi, possiede, finanzia e
controlla l’intera infrastruttura del “fact-checking” ed effettua le
verifiche? I mass media, ovviamente. Quindi, i pazienti gestiscono il
manicomio e le volpi sono a guardia del pollaio. Cosa potrebbe andare storto?
Per
prima cosa, smettiamo di illuderci con la sciocca idea che il fact-checking che
si fa oggi implichi realmente una qualche verifica dei fatti. Non è così. Lo
scopo primario di questa industria non è cercare la verità, ma una forma infida
di censura, un modo definitivo di stringere il laccio intorno al collo
dell’informazione per evitare la fuga di verità sconvenienti e, se accade, per
ucciderle alla nascita. Un potente scopo secondario del fact-checking è
quello di seppellire la conoscenza dei crimini e delle atrocità della nostra la
Congrega Cabalistica Internazionale di Criminali (ICG) [International
Cabal of Gangsters] e di proteggerle dalla pubblica censura. L’unico
requisito per il successo è un pubblico credulone e disinformato.





